Liceo Salvemini, confronto sui disturbi alimentari: “Nutrire la mente, ascoltare il corpo”
Il 16 maggio 2026, presso il Liceo G. Salvemini, si è svolto un incontro dedicato ai disturbi del comportamento alimentare nell’ambito del progetto “Nutrire la mente, ascoltare il corpo”, inserito nel percorso di formazione scuola-lavoro (ex PCTO). L’iniziativa, realizzata dalla scuola con il contributo dell’associazione F.I.D.A.P.A., ha offerto agli studenti un momento di confronto sulla prevenzione, sull’educazione emotiva e sul rapporto tra mente e corpo.
In aula erano presenti la dirigente scolastica Debora Adrianopoli, la presidente dell’associazione Cristina d’Esposito e le professioniste coinvolte: la nutrizionista Raffaella Balzano, l’esperta di educazione alimentare Patrizia Zuliani, la psicoterapeuta Antonella Esposito e la posturologa clinica Maria Gabriella Bruno.
L’incontro si è aperto con una riflessione della dirigente scolastica sul significato dei disturbi alimentari, condizioni che vanno oltre il semplice rapporto con il cibo e coinvolgono identità, emozioni e relazioni. È stato evidenziato come alla base possano esserci disagi quotidiani spesso sottovalutati — isolamento, difficoltà nei rapporti, insicurezze personali e fragilità nel confronto con i pari — che, se ignorati, possono evolvere in problematiche più complesse.
Un ruolo significativo è stato attribuito ai social network, che amplificano modelli estetici irrealistici e favoriscono un confronto continuo con immagini perfette, alimentando insicurezza, senso di inadeguatezza e una percezione distorta del proprio corpo.
Nel corso degli interventi, la dott.ssa Patrizia Zuliani ha sottolineato l’importanza dell’educazione alimentare fin dall’infanzia, raccontando esperienze di progetti scolastici finalizzati a costruire un rapporto più consapevole e sereno con il cibo. La nutrizionista Raffaella Balzano ha evidenziato come i disturbi alimentari interessino fasce d’età sempre più giovani, arrivando anche a bambini di circa dieci anni, definendoli condizioni che “coinvolgono la mente e sconvolgono il corpo”, capaci di alterare profondamente sia le abitudini alimentari sia la sfera emotiva.
Per comprendere il mondo emotivo degli adolescenti, è stato richiamato il riferimento ai film Inside Out e Inside Out 2, utilizzati come chiave di lettura del rapporto tra emozioni, fragilità e comportamento alimentare, evidenziando come il cibo possa diventare una risposta emotiva e una forma di compensazione nei momenti di disagio.
È stato inoltre precisato che regimi come la dieta chetogenica e il digiuno intermittente devono essere seguiti esclusivamente in ambito clinico e sotto controllo medico. Tra i segnali d’allarme sono stati indicati variazioni improvvise del peso, salti frequenti dei pasti, episodi di vomito e una gestione rigida e ossessiva dell’alimentazione.
La psicoterapeuta Antonella Esposito ha illustrato il lavoro svolto nei centri specializzati dell’ASL Napoli 3 Sud, dove i percorsi terapeutici vengono spesso attivati dopo ricoveri o segnalazioni familiari, con l’obiettivo di interrompere il circolo del disturbo e ricostruire gradualmente il rapporto con sé stessi.
A chiudere l’incontro, la posturologa clinica Maria Gabriella Bruno ha approfondito il legame tra emozioni e corpo attraverso il concetto di “distonie viscero-emotive”, spiegando come stress e tensioni si riflettano direttamente sulla postura e sull’equilibrio fisico. Ha richiamato le parole dello psicoanalista Wilhelm Reich — “Il corpo parla e non mente mai” — e una riflessione attribuita a Ippocrate, secondo cui conoscere le cause del proprio malessere è il primo passo per comprenderlo. Ha inoltre evidenziato come anche aspetti legati alla dentatura o all’asse visivo possano influire sulla postura, ricordando che nei momenti di stress il corpo tende a irrigidirsi, mentre nelle condizioni di serenità appare più rilassato.
L’incontro si è concluso con uno spazio dedicato alle domande degli studenti. Le esperte hanno sottolineato come riconoscere i disturbi alimentari non sia sempre immediato, poiché alcuni segnali risultano evidenti mentre altri possono rimanere nascosti. È stato ribadito, tuttavia, che la gestione delle emozioni e un rapporto equilibrato con il cibo possono essere costruiti fin dall’infanzia, attraverso ascolto, dialogo e un adeguato supporto educativo e professionale.
L’iniziativa si è rivelata particolarmente formativa e ha offerto spunti di riflessione importanti, evidenziando l’utilità di momenti di sensibilizzazione di questo tipo sia nelle scuole sia nella società adulta, per promuovere una maggiore consapevolezza sul tema.
Mario Manzo