Ricerca Avviata

Dedicato alla Prof.ssa Patrizia Marotta

La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.
(F. Pessoa)
 
La Comunità del Salvemini

Cara Patrizia,

quanta ricchezza ci hai lasciato in eredità!

Hai mantenuto fede ai tuoi impegni e ai tuoi doveri fino in fondo, a costo, oseremmo dire, della vita.

In questi anni  hai abituato tutti noi al gusto della parola.

Un eloquio ricco, che sapeva essere nitido e cristallino per le giovani menti che ti erano affidate, capace di accendere l’amore per le scienze e aprire squarci sulla classicità.

Abbiamo amato la tua intelligenza acuta, che si concretizzava in battute argute, in espressioni in grado di rappresentare icasticamente situazioni e decifrare comportamenti.

Sei stata una docente autorevole, pronta a smorzare la fatua supponenza di qualcuno, ma anche così umanamente attenta ai più fragili ed insicuri.

Hai insegnato e preteso il rispetto, requisito imprescindibile nella relazione educativa, prima dote per il cittadino di domani.

Hai mostrato a tutti che la cultura è il frutto di impegno e dedizione incessante.

Grazie per la tua lezione di vita, per la tua amicizia nutrita di riservatezza, affetto e stima

Dio ti accolga tra gli Angeli

La Comunità del Salvemini

 
La sua 5D

Siete bellissimi, mi avete dato una grande gioia!Avete dato speranza a noi tutti!!!! Siete il Futuro…. anche nostro!!! La Vita non è solo Materia…. e Chimica!!!!

Questo è stato uno degli ultimi messaggi che ci ha mandato la prof.

Vorremmo ricordarla così, gioiosa, speranzosa verso il futuro e orgogliosa di noi. Durante questi 5 anni, ci ha aiutato a crescere e ci ha donato tanto. Il giovedì mattina non sarà più la stessa cosa entrare a scuola, non ci sarà più lei a metterci il ritardo o ad aver preparato un compito a sorpresa.

Speravamo di poter concludere il nostro percorso insieme, speravamo di poterle dire con gioia:” professoressa sono entrata a medicina! “ .

Purtroppo , peró, la vita è imprevedibile, e anche se non condivideremo con lei i nostri traguardi, la porteremo sempre nei nostri cuori, e chissà, magari da lassù continuerà ad osservarci e a ridere se sbaglieremo qualche formula chimica.

La porteremo per sempre nel nostro cuore, la sua 5D

 
La sua 4D

Cara Prof, è strano scriverle per qualcosa che non riguarda la scuola.

Sicuramente, non saperla più tra i corridoi o fuori la porta pronta per la lezione è insolito. Anche oggi, non averla vista è stato diverso. Un diverso nuovo ed inconsueto che non ci aspettavamo così presto, non visti gli altri anni d’insegnamento previsti prima della pensione.

Sapere della vostra perdita ha fatto male, un male che non pensavamo potesse essere così forte e lacerante.

Ci avete segnati prof.

Fin dalla prima, con il vostro carattere frizzante, ci avete insegnato ad amare la chimica in una maniera tutta nuova, con un animo talmente potente da inglobare in sé qualsiasi cosa incontrasse durante il suo percorso.

Certo, gli alti e i bassi sono stati continui, ma noi vogliamo ricordarla tramite tutti gli insegnamenti e i bei momenti passati insieme, che questi fossero una risata o il farci comprendere l’utilità di un tubetto di pasta nella fermentazione del vino.

Vorremmo cogliere questo momento per riflettere sulla fugacità della vita e per ricordare che tutti noi siamo umani, a prescindere dai rapporti che ci legano.

Porteremo sempre con noi il vostro ricordo come insegnante, ma soprattutto come educatrice.

Quello che vogliamo dirle è grazie, grazie di essere stata paziente con noi, grazie di esserci stata accanto durante questi anni così importanti della nostra adolescenza.

Grazie di tutto prof.

La vostra 4°D.

La sua 2D
Cara professoressa, la sua improvvisa perdita ha sconvolto e disorientato tutti noi, suoi alunni, che hanno perso un punto di riferimento, forte come una roccia, sicuro e con le spalle larghe. In questi mesi abbiamo avuto anche il piacere di ascoltare le sue avventure scolastiche e universitarie e gli insegnamenti di vita che ci ha raccontato con sottile ironia. Ci mancherà, perché oltre alle scienze avremmo avuto tanto da imparare. Grazie per tutto quello che ci ha dato, la sua 2D.
La sua 3D

Cara professoressa, la sua scomparsa è stata come un filmine a ciel sereno, ma d'altronde questa è la vita: tanto bella quanto ingiusta. 

Resterà in noi il ricordo della luce dei suoi occhi quando spiegava, che trasmetteva tutto l’amore per le scienze e per la cultura.

Avremmo voluto imparare tanto altro da lei; avremmo voluto  acquisire tutti i suoi insegnamenti sulla chimica, la biologia, ma soprattutto la vita.  

Lei non ci insegnava solo formule o leggi da imparare a memoria, ma voleva appassionarci.

Non dimenticheremo mai le ore passate a ripetere interi programmi per il timore di deluderla. 

È sempre stata un punto di riferimento per noi, ci ha spronato a raggiungere i nostri traguardi e credere nei nostri sogni. 

Ci piacerebbe diventare forti, determinati e fieri come lei.

Le chiediamo di continuare a vegliare sul nostro cammino.

Ciao Prof, buon viaggio!

La III D

Flavio

Cara professoressa, eccomi, nonostante il mare ci divida, a salutarla e ringraziarla per ciò che ha fatto per me.

Grazie ai suoi insegnamenti sono maturato e divenuto ciò che sono oggi.

La sua passione per le scienze ha catturato il mio interesse e fatto crescere il sogno di diventare medico, un giorno.

Solo quando ciò accadrà, sarò sicuro di aver vinto la gara per la quale lei mi ha allenato e fin d’ora le dedico quel traguardo. 

Per me ha rappresentato un punto di riferimento ed é proprio per questo che rimarrà eternamente nel mio cuore.  

Mi impegnerò a non deluderla mai e a renderla soddisfatta di me, malgrado la distanza fisica.

Questo non è un addio, ma un semplice saluto perché quelli che amiamo non se ne vanno mai davvero, ci camminano accanto ogni giorno, invisibili, come guide silenziose, sempre vicini e sempre amati.

Con immenso affetto, il suo Flavio

Guido

La professoressa  Patrizia Marotta non era solo un’insegnante, ma qualcosa di più.

Una donna dalla cultura straordinaria con doti oratorie impressionanti, capace di farti comprendere anche il più complicato degli argomenti con una facilità disarmante.

Tuttavia se parlassi solo di questo, sarei riduttivo e irrispettoso della sua persona.

Era un’insegnante vecchio stampo, autorevole, spesso autoritaria, ma mai ingiusta.

Raramente diceva qualcosa di sbagliato, anzi, pensandoci bene, non è mai capitato.

Era seria e severa, anche se in fondo la più buona e gentile.

Se si cercasse in un dizionario la definizione di esperienza, il suo nome sarebbe portato ad esempio: conosceva benissimo i ragazzi e sapeva come fare per ottenere la loro attenzione.

Conservava una straordinaria  vitalità e un senso del dovere così radicato che avrebbe fatto di tutto per non mancare a scuola.

Quando spiegava, lei non ti insegnava solo le scienze, ma anche ad essere una persona migliore.

In conclusione, la perdita della Professoressa non si limita al dolore di questo momento, ma è un evento funesto che inciderà pesantemente sulla vita dei suoi studenti.

In noi rimarrà il ricordo di una donna forte e intelligente che ci rendeva più appagati nell’ andare a scuola e che purtroppo non ha potuto accompagnarci fino alla fine del nostro percorso.

Guido

Imma classe II - IV B ( 1991- 1994)
Ricordi della Professoressa Marotta.
“Buongiorno ragazzi! Oggi vi ho portato le sfogliatelle!” era il saluto della professoressa Marotta che entrava in classe con i test a sorpresa, che nessuno si aspettava.
”Ragazzi oggi interroghiamo!” e la prof. si sedeva in cattedra, apriva il registro e iniziava a scorrere con la penna sull’elenco dei nostri nomi in ordine alfabetico, su e giù, e poi di nuovo su e giù, come il nostro cuore che risaliva in gola per il terrore di essere interrogati. Eh sì, perché essere interrogati dalla Marotta era sempre un’incognita. Anche se avevi studiato, anche se eri preparato, c’era sempre qualcosa che lei poteva chiederti e a cui tu non avevi pensato, sempre un nuovo chicco di sapere da distillare ad ogni confronto.
E quando la prof. Marotta spiegava la Chimica era come se ti aprisse le porte di un mondo fino ad allora sconosciuto. Quando poggiava il gessetto sulla lavagna per disegnare l’atomo di Bohr, per spiegare la configurazione elettronica degli elementi, i salti quantici dell’elettrone, trasmetteva tutta la sua passione per il mistero della vita. Sembrava che lei costudisse un segreto e che ogni giorno ce ne svelasse un pezzetto. E se lo perdevi quel pezzetto, difficilmente lo avresti ritrovato sul libro di testo, perché quel segreto lei lo aveva custodito, elaborato, sceverato fino in profondità, e solo lei poteva svelartelo in quel modo così magico.
Se oggi insegno Chimica e Propedeutica Biochimica ai giovani del primo anno di Medicina è sicuramente perché la prof. Marotta ha instillato in me la passione per la chimica e il mistero della vita.
In tanti anni di studio, i suoi insegnamenti mi hanno sempre accompagnata e mi hanno spianato la strada per il superamento degli esami di Chimica Inorganica, Organica e Biochimica.
Qualche mese fa, ho avuto la fortuna di riincontrarla, dopo circa 20 anni, ai colloqui scuola famiglia del liceo Salvemini, perché mio figlio Mario, al primo anno, e a distanza di ben trent’anni da me, aveva il privilegio di avere come insegnante di scienze la Straordinaria e Unica prof. Marotta.
In questa occasione, ho finalmente potuto dirle quanto le ero riconoscente per tutto quello che mi aveva insegnato, e da quanto tempo avrei voluto incontrarla per poterle dire GRAZIE!!!
Ci siamo salutate pensando che ora avremmo avuto tante occasioni per rivederci e chiacchierare ancora!
Quando Mario mi ha dato la notizia che non era più tra noi, non volevo crederci! Mi sembrava una cosa impossibile.
Per me era come una roccia, immortale! Sarebbe stata sempre lì e ora avrebbe instradato anche mio figlio!
E questa era una garanzia, senza se e senza ma!
La sua partenza ha lasciato un grande vuoto, un buco nello stomaco, ma anche ricordi indelebili in generazioni di studenti come me.
Rita Levi Montalcini sosteneva: “La scelta di un giovane dipende dalla sua inclinazione, ma anche dalla fortuna di incontrare un grande maestro.” E ancora: “Il corpo faccia quel che vuole, io sono la mente!”.
Eh si! ll corpo è debole e fallace, ma la mente rimane, il messaggio che lasci è immortale.
Ed immortale è il messaggio che ci lascia la prof. Patrizia Marotta: la vita è un mistero, un mistero di perfezione, e la ricerca di questo mistero ci rende liberi, consapevoli e felici di poter lasciare qualcosa di noi alle generazioni future.
Spero di saper fare e lasciare ai miei studenti anche solo la metà di quello che Patrizia ha lasciato a me!
Ciao Prof! vivrai per sempre nelle nostre menti e nel nostro cuore!!
Imma, classe II-IV B (1991-94)