Ricerca Avviata

Basic Income: (realistic) Utopia or (disastrous) Fata Morgana?

Il Liceo Scientifico “Gaetano Salvemini” di Sorrento, nell’ambito delle iniziative “Oltre l’aula” e delle azioni previste dal PTOF e dal Piano di Miglioramento volte a rafforzare il dialogo con il territorio e a promuovere competenze di cittadinanza economica e consapevolezza critica, ha organizzato il 10 aprile 2026 un seminario dal titolo “Basic Income: (realistic) Utopia or (disastrous) Fata Morgana?”, tenuto dal professor Walter Van Trier, docente della Ghent University e cofondatore del Basic Income Earth Network, di cui è stato segretario dal 1986 al 1994.
Il Basic Income, o reddito di base universale (UBI), è una somma di denaro erogata regolarmente da un ente pubblico a tutti i cittadini individualmente, senza condizioni di reddito, patrimonio o obbligo di ricerca del lavoro. È incondizionato, universale e garantisce un tenore di vita dignitoso, differenziandosi dai sussidi condizionati. Il BIEN, oggi Basic Income Earth Network, fino al 2004 Basic Income European Network, fondata nella cittadina universitaria belga di Louvain-la-Neuve, è un network di accademici e attivisti che sostengono la sua introduzione e ne studiano implicazioni e fattibilità.
L’iniziativa è’ nata dalla convinzione che sia essenziale avvicinare gli studenti ai grandi temi economici e sociali del nostro tempo, poiché le trasformazioni del lavoro, della tecnologia e dei sistemi di welfare influenzano direttamente il futuro delle nuove generazioni. Comprendere concetti come il reddito di base universale significa fornire ai giovani strumenti per interpretare criticamente il mondo che li attende, sviluppare capacità di analisi e di scelta consapevole e maturare una visione informata dei diritti, delle opportunità e delle sfide che caratterizzano le società contemporanee.
In un contesto globale segnato da automazione crescente, precarizzazione dei rapporti di lavoro, polarizzazione delle competenze e aumento delle disuguaglianze, la scuola ha il compito di educare cittadini capaci di orientarsi tra modelli economici complessi, di valutare le politiche pubbliche e di partecipare attivamente al dibattito democratico.
Il seminario ha offerto agli studenti delle classi 3E, 3SAC, 4A e 5LACAM un’occasione di formazione avanzata su un tema che, negli ultimi anni, è al centro del dibattito internazionale per le sue implicazioni economiche, etiche e politiche.
Il professor Van Trier ha illustrato il concetto di reddito di base universale come misura economica innovativa, definita come un’erogazione monetaria regolare, individuale e incondizionata, distinta dalle forme tradizionali di assistenza perché non subordinata a requisiti economici né a obblighi lavorativi. Dopo un chiarimento propedeutico circa il significato dell’espressione stessa, il tema del Basic Income è stato affrontato dal punto di vista storico, ricostruendone il percorso fin da autori in cui esso risulta prefigurato, come nell’opera “abolire la miseria” di Ernesto Rossi o, seppur in maniera ovviamente più tenue, in scritti utopistici dell’epoca moderna come quelli di More, Campanella e Bacone. Attraverso una ricostruzione storica che ha richiamato pensatori come Thomas Paine, Joseph Charlier, Bertrand Russell e studiosi contemporanei come Philippe Van Parijs e Guy Standing, il relatore ha mostrato come l’idea del Basic Income sia parte di un dibattito lungo e articolato, oggi rilanciato anche da figure del mondo tecnologico come Elon Musk e Mark Zuckerberg., e come esso sia trasversale agli schieramenti politici, trovando oppositori e sostenitori tra i progressisti come tra i conservatori.
Dall’analisi storica si è poi passato a valutare il Basic Income sotto l profilo etico e sotto il profilo pragmatico, cercando una risposta alla domanda se la sua implementazione sia eticamente desiderabile o rappresenti invece un ingiusto premio a cui non corrisponde alcun impegno o merito, e alla domanda se, ammessa la sua consistenza etica, risulti concretamente attuabile oppure, come paventato dai suoi oppositori, porterebbe a conseguenze economiche disastrose. Sotto il profilo etico si è messo in luce come il “ricevere qualcosa per niente” sia in realtà configurabile come una ulteriore tappa di un percorso plurisecolare di crescente richiesta di maggior giustizia sociale, risultando assimilabile all’estensione del diritto al voto con il suffragio universale, o al diritto alla salute con l’assistenza sanitaria gratuita.
L’importanza della tematica è stata documentata attraverso l’analisi delle trasformazioni strutturali del mercato del lavoro: digitalizzazione, automazione, diffusione di contratti instabili come gli “zero-hour contracts”, stagnazione salariale e crescente difficoltà dei sistemi di welfare nel rispondere a bisogni nuovi e diversificati. Questi fenomeni, ampiamente discussi nella letteratura economica internazionale, rendono urgente interrogarsi su modelli di protezione sociale capaci di garantire sicurezza economica in un contesto in cui il lavoro non rappresenta più una garanzia stabile di reddito. Il seminario ha approfondito gli argomenti a favore del Basic Income, dalla lotta alla povertà alla semplificazione del welfare, dalla possibilità di favorire scelte di vita più libere alla riduzione delle disuguaglianze, fino alla creazione di condizioni che permettano alle persone di rifiutare lavori sottopagati o degradanti.
Parallelamente, sono state analizzate le principali criticità, tra cui la sostenibilità finanziaria, il rischio di disincentivo al lavoro, l’impatto sulla coesione sociale e la difficoltà di integrare un reddito universale con i sistemi esistenti.
L’iniziativa ha permesso agli studenti di comprendere che il Basic Income non è solo una misura economica, ma un possibile “nuovo dispositivo sociale” capace di ridefinire il rapporto tra cittadino, lavoro e Stato in un’epoca di profondi cambiamenti tecnologici e demografici. Il seminario, svoltosi in lingua inglese, ha visto il coinvolgimento attivo degli studenti, che hanno posto al professor Van Trier domande pertinenti e stimolanti, ricevendo da lui i complimenti per i loro quesiti.
La partecipazione attiva degli studenti ha confermato l’importanza di iniziative che ampliano l’orizzonte culturale e civico oltre i confini dell’aula, offrendo strumenti per interpretare criticamente le sfide del presente.
Il Liceo Salvemini prosegue così il suo impegno nel costruire una scuola aperta, dinamica e radicata nel territorio, capace di formare cittadini consapevoli e preparati ad affrontare la complessità del mondo contemporaneo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Non sono presenti allegati.