Grandi le emozioni vissute nella mattinata odierna, un incontro che ha saputo intrecciare studio, testimonianza, musica, storia e una straordinaria partecipazione attiva degli studenti del Liceo “G. Salvemini”. Abbiamo voluto programmare questo evento perché crediamo che la scuola debba offrire ai giovani occasioni autentiche per comprendere la complessità del mondo, per ascoltare voci capaci di trasformare il dolore in impegno civile, per imparare che la pace è una scelta quotidiana, difficile e coraggiosa.
La presenza del dott. Izzeldin Abuelaish, medico, attivista, uomo di pace, ha rappresentato un’opportunità rara e preziosa: un incontro che parla al cuore e alla mente, che mostra come la dignità umana possa sopravvivere anche alle prove più dure e come il rispetto dei diritti fondamentali sia il fondamento di ogni convivenza possibile.
Nei giorni scorsi gli studenti hanno preparato questa mattinata con serietà e partecipazione.
A scuola hanno visto il docufilm I Shall Not Hate, accompagnati dalle riflessioni dei docenti, che li hanno guidati nell’analisi delle radici del conflitto israelo‑palestinese, delle sue conseguenze sulle popolazioni civili, del ruolo dell’educazione, della condizione delle donne, della responsabilità individuale nei processi di pace.
Hanno discusso, parlato, posto domande, condiviso emozioni e dubbi: un lavoro che ha trasformato l’incontro in una tappa di un percorso educativo più ampio e consapevole.
La mattinata, ospitata nella splendida sala teatrale di Villa Fondi a Piano di Sorrento, messa a disposizione dall’Amministrazione comunale che ringrazio sentitamente, si è aperta con il mio saluto e con l’accoglienza degli ospiti, alla presenza del Vicesindaco Giovanni Iaccarino. È proprio in questa cornice che si è resa evidente la alleanza tra scuola e territorio, una collaborazione che considero un vero investimento per il futuro dei nostri giovani: quando istituzioni, comunità e scuola camminano insieme, si generano esperienze che lasciano tracce profonde.
Subito dopo, i docenti Marco Russo e Felice Senatore hanno offerto agli studenti un inquadramento storico chiaro e rigoroso, necessario per comprendere le pagine di storia: le origini del conflitto tra Palestina e Israele, le dinamiche politiche e sociali che lo hanno alimentato, le ferite che continuano a segnare intere comunità.
A dare voce all’introduzione è stato uno dei nostri studenti, Massimo, che ha interpretato con grande sensibilità un brano di Mahmoud Darwish.
Le sue parole hanno risuonato nella sala come un invito potente: guardare l’altro, pensare a chi non ha voce, a chi non ha libertà, a chi non ha pace; costruire ponti quando tutto spinge verso la distanza; rispondere alla violenza non con altra violenza, ma con la scelta coraggiosa di non odiare. Una scelta che non è debolezza, ma forza morale. Una scelta che afferma la dignità umana come valore irrinunciabile. Una scelta che ricorda ai giovani che nulla è impossibile quando si crede nei propri sogni e si è disposti a impegnarsi, a sacrificarsi, a perseverare.
Da qui si è sviluppato un percorso narrativo intenso e armonico. I video tratti dal docufilm I Shall Not Hate hanno accompagnato i ragazzi attraverso le tappe più significative della vita del dott. Abuelaish: l’infanzia a Jabalia, il sogno di diventare medico, il lavoro negli ospedali, la tragedia del 16 gennaio 2009 con la perdita delle figlie, il trasferimento in Canada e la nascita della Fondazione Daughters for Life.
Le testimonianze familiari, i ricordi di Nadia, Bessan, Mayar e Aya hanno reso palpabile la dimensione umana della sua storia, trasformando la sala in un luogo di ascolto profondo.
Le performance musicali – What About Us, Esseri Umani, Rise Up, Heal the World – hanno dato voce alle emozioni dei ragazzi, creando un dialogo tra linguaggi diversi e rendendo gli studenti protagonisti attivi dell’incontro.
E proprio gli studenti sono stati la vera forza di questa mattinata: hanno moderato con competenza, hanno gestito ogni passaggio, hanno realizzato traduzioni istantanee di tutti gli interventi, hanno presentato, introdotto, accompagnato, mostrando capacità autentiche, maturità, sicurezza e una straordinaria padronanza dei linguaggi. Tutto questo è stato possibile grazie alla guida attenta e alla motivazione offerta dai docenti, che hanno saputo valorizzare i talenti dei ragazzi e trasformare l’incontro in un’esperienza realmente formativa. Un ringraziamento particolare va alla prof.ssa Iaccarino Anna che ha coordinato e curato con grande dedizione il coinvolgimento dei ragazzi, accompagnandoli passo dopo passo nella preparazione e sostenendoli con competenza, sensibilità e visione educativa.
Il dott. Abuelaish ha risposto all’ intervista degli studenti, con una forza discreta, con parole che hanno attraversato la sala e raggiunto ciascuno dei presenti, affrontando temi cruciali: la pace come relazione e responsabilità, le dinamiche di inclusione ed esclusione, il valore di uguaglianza, giustizia, libertà e accountability, l’istruzione delle donne come leva di emancipazione.
Il suo messaggio ai giovani è stato chiaro: non arrendetevi, credete nei vostri sogni, perché nulla è impossibile quando si uniscono impegno, sacrificio e perseveranza.
Il finale corale con We Are the World ha unito studenti, docenti e ospiti in un unico messaggio: la pace si costruisce insieme, attraverso scelte quotidiane, attraverso la capacità di guardare l’altro con rispetto e responsabilità, attraverso la perseveranza nel credere che un futuro diverso è possibile. Ringrazio i docenti che hanno accompagnato questo percorso con dedizione e passione, e ringrazio don Rito Maresca per aver reso possibile la presenza del dott. Abuelaish.
La mattinata odierna si chiude con un senso profondo di gratitudine e responsabilità. Il dott. Abuelaish ci ha mostrato che anche nelle ferite più dolorose può nascere un impegno capace di generare futuro.
Mi auguro che questa esperienza non resti un episodio isolato, ma diventi un seme: un seme di consapevolezza, di dialogo, di responsabilità civile. Continueremo a coltivarlo, insieme ai nostri studenti, ai docenti, al territorio.